TARANTO – EX ILVA, I SINDACATI: «SERVONO FONDI IMMEDIATI E UN PIANO INDUSTRIALE»
Scritto da Multiradio il 22 Ottobre 2026
Il futuro dell’ex Ilva resta incerto. Fim, Fiom, Uilm e Usb avvertono che anche una decisione favorevole della Cassazione potrebbe non bastare a garantire la continuità produttiva senza finanziamenti immediati e un piano industriale concreto.
Dopo l’incontro del 20 ottobre al Ministero del Lavoro, i sindacati rilanciano la vertenza in vista del confronto fissato per il 27 ottobre a Palazzo Chigi, chiedendo garanzie per lo stabilimento e per migliaia di lavoratori.
Tra le priorità figurano le tutele occupazionali, gli incentivi all’esodo, i pensionamenti anticipati e maggiori garanzie per i dipendenti delle aziende dell’indotto, che rischiano di restare esclusi dalla cassa integrazione straordinaria.
Le organizzazioni contestano inoltre l’aumento dei lavoratori in cassa integrazione senza un adeguato confronto sindacale e chiedono chiarimenti sulle procedure e sui pagamenti.
Sul piano industriale, le quattro sigle ritengono indispensabile un intervento pubblico, accompagnato da investimenti certi per la decarbonizzazione e la realizzazione dell’impianto DRI, necessario ad alimentare i futuri forni elettrici.
Attenzione anche alla scadenza dell’8 novembre, termine per la presentazione delle offerte vincolanti per l’acquisizione di Acciaierie d’Italia. I sindacati chiedono di conoscere i piani industriali dei potenziali acquirenti e le prospettive occupazionali.
Nei prossimi giorni saranno convocate nuove assemblee per informare i lavoratori e valutare ulteriori iniziative di protesta.
Per Fim, Fiom, Uilm e Usb, il confronto del 27 ottobre rappresenta soltanto l’inizio di un percorso: l’obiettivo è scongiurare la chiusura dello stabilimento e garantire un futuro produttivo, occupazionale e ambientale al territorio.