EX ILVA, CASSA INTEGRAZIONE PER 8.622 LAVORATORI: LA FIM CISL FRENA L’ACCORDO SENZA UN PIANO INDUSTRIALE

Scritto da il 6 Novembre 2026

È previsto per questa mattina alle 10, al Ministero del Lavoro, l’incontro sulla nuova richiesta di cassa integrazione avanzata da Acciaierie d’Italia per un massimo di 8.622 lavoratori. La Fim Cisl, tuttavia, esclude la possibilità di raggiungere un accordo senza un piano industriale che chiarisca il futuro degli stabilimenti e le prospettive occupazionali.
Il segretario nazionale Valerio D’Alò ha ribadito che gli ammortizzatori sociali possono rappresentare soltanto una soluzione temporanea all’emergenza, in assenza di indicazioni concrete su ciò che accadrà al termine della cassa integrazione.
Tra le questioni da affrontare c’è anche il pagamento delle indennità: l’azienda ha infatti comunicato che non anticiperà più le somme ai dipendenti, lasciando all’Inps il compito di erogarle. Il sindacato chiede quindi garanzie sui tempi e sulle modalità dei pagamenti.
La Fim Cisl solleciterà inoltre interventi per riconoscere il lavoro siderurgico come usurante, maggiori tutele per i lavoratori esposti all’amianto e agli agenti inquinanti e incentivi per favorire i pensionamenti anticipati e le uscite volontarie.
Il sindacato chiede infine di rafforzare le misure a sostegno dei lavoratori previste dall’ultimo decreto legge sull’ex Ilva. Resta centrale la richiesta di una strategia industriale capace di garantire certezze sul futuro produttivo e occupazionale del gruppo.

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